Il lago del castello di Crevacuore e la sua leggenda

Crevacuore e il lago del castello - Biellese Misterioso
Crevacuore e il lago del castello - Biellese Misterioso

Ridente paese dal triste nome: Crepacuore!

Da una vicenda leggendaria, tutta vibrante di doloroso amor materno, vogliono che derivi il nome di questo paese. Infinito numero d’anni sono trascorsi da quel tempo e tanta acqua ha bagnato le sponde del Sessera! Si dice che il bacino ove in seguito sorse Crevacuore fosse ricoperto dalle azzurrine onde di un lago e che sul promontorio che da esso sorgeva, e sul quale s’adergono ancora le rovine di un castello che risale al 1300, esistesse prima del 1000 una dimora principesca, splendente di marmi preziosi, d’oro e di gemme, pari alle abitazioni degli esseri mitici e favolosi. La signora del luogo era una giovane principessa in gramaglie, di bellezza stupenda. Sebbene giovanissima le sue labbra erano suggellate al sorriso, chè essa piangeva la morte del suo sposo avvenuta in combattimento in lontane terre. Come sacro deposito egli le aveva lasciato un bimbo, vivente ricordo, e vivo fior di vita. La fama di lei bella, buona, saggia, varcò i confini del suo dominio. E non pochi furono i principi che, ardendo d’amore per la signora, che pure non avevano mai visto, traevano alla sua marmorea dimora specchiantesi sul lago. Ai piedi suoi ponevano il cuore e la corona. Ma ella diceva di no a tutti: diceva no con i suoi occhi profondi che tanto avevano pianto, diceva no colle labbra dal purissimo disegno e dal mesto atteggiamento, ma soprattutto si negava con tutto il suo fedelissimo cuore di appassionata che non sapeva, che non poteva dimenticare. Ed essi ripartivano, e finirono col lasciarla in quella solitudine ed in quel silenzio che ella amava come il sommo dei beni. Intanto passavano gli anni ed il figlio cresceva. Cresceva in forza ed in bellezza. La madre lo mirava, talora estatica, sorpresa di poter ancora sentirsi felice. La verità è che i figli apprendono alle madri che hanno sofferto la meravigliosa possibilità di saper ritrovare ancora il sorriso: la verità è che la giovinezza dei figli si riverbera sulle madri che ebbero attristata l’età più bella, quasi per un prodigio di amor filiale che si fonde coll’amor materno in una armonia che raggiunge la mirabile bellezza di un cantico.

Crevacuore e il lago del castello - Biellese Misterioso
Crevacuore e il lago del castello – Biellese Misterioso

Perciò la principessa avvertiva il suo dolore farsi più lieve e ritrovava a poco a poco la gioia di vivere. Pensava a colui che non era più con spirito placato, se pur mesto, ma tutta la sua tenerezza era ormai rivolta a quella creatura nata dal loro grande amore e dalla loro estrema giovinezza. Un giorno egli le disse: «Madre, se tu permetti, mi reco a vogare: la gior-nata è bella: il lago tranquillo». «Figlio — ella rispose — non so perchè, ma oggi un timore oscuro mi pesa sul cuore». Il giovane replicò: «Sono fantasie, mamma! Permetti che io vada …». Tale era il desiderio che egli dimostrava che la principessa acconsentì. Ma, prima che il giovane partisse, nuovamente il presagio sinistro la fece rabbrivi-dire, e, tratto a sè l’adolescente, gli prese il volto fra le mani e lo fissò a lungo quasi per scolpirsi nella mente e nel cuore le care sembianze.
Presto il cielo si rannuvolò per uno di quegli improvvisi temporali di fine estate, e la tempesta sconvolse le acque del lago. La fragile imbarcazione ed il suo giovane nocchiero erano al largo in balia delle onde dalle quali furono travolti. La madre non pianse, non urlò.
Con quelle sue aride pupille alle quali affioravano lampi di follia, e colla bocca contratta, diede ordine per le ricerche. Forse egli poteva essere approdato all’altra sponda. Naturalmente tutto fu vano. Ciò malgrado ella disse che non avrebbe creduto alla sua morte se il lago non le avesse restituito la cara spoglia del figlio. Ricominciarono le ore di disperata speranza. Fece sondare il lago: invano. Ordinò che lo si prosciugasse: non fu impresa facile. Occorsero degli anni. Operai si sostituivano ad operai nell’immane fatica: essi si alternavano chè non potevano reggere. Una, sola resisteva col suo fardello di sovrumano dolore: la madre.

Crevacuore, la leggenda del lago - Biellese Misterioso
Crevacuore, la leggenda del lago – Biellese Misterioso

Invecchiava: i capelli si imbianchivano alle tempie: la mirabile persona si piegava, ma il suo cuore rimaneva saldo nella materna e folle illusione. Uno scudiero, che era stato accanto allo sposo nella sua ultima battaglia e che aveva chiuso pietosamente gli occhi al suo signore colpito a morte, amando in seguito la dama di quel nascosto e tenace amore che solo gli umili sanno provare, supplicò piegando il ginocchio innanzi a lei: «Desistete, vi prego. Egli dorme laggiù il sonno della pace: voi rassegnatevi e pensate alla vostra vita …». «Ah, no! Cercate, cercate!».
Passarono gli anni: i padri avevano visto i figli succedersi in quella che per quei tempi era opera poderosa. Il lago era pressochè del tutto prosciugato ed un giorno, finalmente, nel fondo del suo bacino, fra le erbe acquatiche e le pallide ninfee, apparve la figura giacente del giovanetto, serbato, quasi per sortilegio, in tutta la sua intatta ed adolescente bellezza.

Biellese Misterioso - Lo stemma del marchesato di Crevacuore
Biellese Misterioso – Lo stemma del marchesato di Crevacuore

La madre ebbe l’assurda illusione che fosse vivo, ma quando si convinse che tutto il suo amore, i suoi richiami, e i suoi baci non l’avrebbero risvegliato dal sonno eterno, diede un grido, e fu la prima volta che la sua taciturna disperazione ebbe voce, e cadde per sempre col cuore spezzato.
Ed a memoria questa vicenda, che è tutta una esaltazione dell’amore materno, venne dato alla località il nome di «Crepacuore». In seguito gli abitanti dei dintorni edificarono, a poco a poco, nel bacino del lago prosciugato un villaggio ridente che conservò il nome sinistro, Crevacuore, e che a ricordo di questa leggendaria vicenda fino ad oggi, serba nel suo stemma un cuore attraversato da un dardo.

Crevacuore - Biellese misterioso
Crevacuore – Biellese misterioso

Tratto da “L’incantesimo della mezzanotte”, il biellese nelle sue leggende di Virginia Majoli Faccio. Edizioni “Ieri e Oggi” Biella

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