Fra Dolcino e ‘La tana del Diavolo’

Monte Rubello da Prapian, covo di Fra Dolcino
Monte Rubello da Prapian [photo credit: Wikipedia]

La storia di Fra Dolcino, l’eretico

Le tragiche lotte fra i dolciniani e la Crociata biellese guidata da Uberto Marchisio da Biella, Jacopo e Pietro Avogadro di Quaregna, Tommaso Avogadro di Casanova, si svolse fra il 1304 e il 1307 in parte sulle montagne della Valsesia, ed in parte sulle montagne di Trivero. Figura leggendaria, pur nella sua verità storica, ci appare il banditore di quella santa Crociata, Rainero Avogadro di Pezzana, il vescovo guerriero che abbandonata temporaneamente la sua sede di Vercelli non si peritava, sebbene di età avanzata, di dividere le fatiche ed i pericoli portandosi fra i combattenti, anche in mezzo alla mischia più feroce, per rincuorarli. Narra, col Fiorio, il Messaggiere Torinese, giornale diretto da Angelo Brofferio, nel n. 47 dell’anno 1836 che sul monte Rubello, detto poi San Bernardo, soprastante il paese di Trivero, o meglio sopra il Santuario di nostra Signora della Brughiera, dove i Dolciniani colà trinceratisi furono definitivamente sconfitti dalla lega cattolica il giovedì santo del 1307, esiste una grotta detta «la tana del diavolo».
Questo nome,scriveva il giornale torinese, suona ancora terribile al giorno d’oggi agli orecchi degli alpigiani, e tale un di si era il prestigio, che da quell’antro lontani teneva i passeggeri, dalla tema compresi di essere da un demonio affogati, che ivi avesse formato la stanza alla custodia di un tesoro dei Gazzeri colà occultato. Come si sa i Dolciniani erano denominati anche Patareni, ed altresì Gazzeri.
ll terrore che di costoro o, per essere più esatti, che delle anime di costoro, avevano gli alpigiani di Trivero, come appare dal giornale diretto da Angelo Brofferio, era comune nei paesi del Biellese che massimamente ebbero a soffrire delle loro angherie e crudeltà e tanto durò, nei secoli, fra il popolo che questo finì col dimenticare che i Gazzeri, essendo guerrieri, nonchè eretici, erano creature terrene e li circondò di un pauroso alone sovrumano, quasi che si trattasse di demoni o di stregoni.

La cattura di Fra Dolcino nella Chiesa Matrice di Trivero
La cattura di Fra Dolcino nella Chiesa Matrice di Trivero

Ricordo a Cossato, nei tempi della mia infanzia: erano i primi anni di quel 1900 nel quale il verbo di Carlo Max trionfava ovunque. Il Crocifisso era bandito dalle scuole, soppresso l’insegnamento religioso; deserte, o quasi, le chiese. Ebbene, questa gente che non credeva più, o che si sforzava di non credere più, in Dio, credeva nei demoni, nelle masche, e nei sortilegi (spaventosa sostituzione alle verità del Vangelo), e quei Dolciniani, o Patareni o Gazzeri, contro i quali s’era sferrato l’ardimento dei padri in difesa del cattolicesimo, non furono più, agli occhi dei pronipoti, degli eretici, ma dei demoni, dei fantasmi malefici, insomma degli esseri soprannaturali.
Così l’odio che contro i Gazzeri nutrivano i nostri maggiori, odio forte come forte era l’amore per la chiesa cristiana e cattolica, fu ereditato dai discendenti, ma nei loro cuori dove la fede, se non era stata estinta era, però sopita, si trasformò in superstizione.
Mi ricordo allora di aver sentito le contadine minacciare i loro figli: «State buoni, altrimenti vengono i gascer a portarvi via »
E’ fatto storico che il Vescovo di Vercelli, quando indisse la Crociata contro Fra Dolcino sui monti di Trivero, costituì capi della Crociata stessa due signori Avogadro di Quaregna. Una tradizione popolare vuole che la masnada di Dolcino fosse, almeno in gran parte, rinchiusa e poi giustiziata nel castello degli Avogadro, a Quaregna.
La leggenda dice che per secoli, tutte le notti, le anime degli eretici sorvolano sopra il castello e sui ruderi, mandando lamenti e poi minacce.
La credenza dei “Gascer” arriva anche a castelli scomparsi. Candelo, Sangarda, del Castellazzo, del Montruk: “si afferma da taluno che gli ultimi resti di questi castelli andati distrutti, presentavano i caratteri di costruzioni molto antiche e secondo la tradizione popolare sarebbero stati dimora di alcuni Gazzeri attorno a cui fiorirono cupe leggende”
E’ anche credenza che le anime dannate dei Gazzeri guidati da Fra Dolcino e dalla bella Margherita, uniti in macabra coorte, vagolino senza pace sulle montagne presso Valle Mosso.
Si riscontra in questo un avvicinamento alle credenze delle nazioni germaniche le quali ritengono taluni spiriti notturni nemici della Chiesa.

#BielleseMisterioso
Virginia Majoli Faccio
“L’Incantesimo della Mezzanotte”
per gentile concessione di
Edizioni “Ieri e Oggi” Biella

Cippo di Fra Dolcino sul Monte Rubello
Cippo di Fra Dolcino sul Monte Rubello [photo credit: Wikipedia]

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