Prodigio di una notte di Natale

Il Prodigio di Natale
Il Prodigio di Natale

Sovente nelle leggende mistico-cristiane, affiora anche il tema di Gesù, o di un Angelo, che, rivestendo spoglie mortali di mendicante, scende sulla terra a provare il cuore degli uomini.

Alla vigilia di un lontanissimo Natale (mi narrò un vecchio di Piedicavallo, alta Valle del Cervo), in una notte di neve, vento e bufera, tempo che rendeva maggiormente «graue et insopportabile la nequitia di lupi et orsi» i quali, abbandonate le tane dei monti e delle boscaglie scendevano, spinti dalla fame, fin presso l’abitato, in quel tempo da tregenda, dunque, giunse a Piedicavallo, sbattuto dalla furia degli elementi, un viandante stanco, intirizzito, affamato.

La prima dimora che gli si presentò innanzi fu quella di un povero mandriano, il più povero di tutto il paese. Bussò alla sua porta. Il pellegrino era giovane e bello, ma, come ho detto, appariva straordinariamente affaticato.

Lo spirito del Natale
Lo spirito del Natale – photo credit

«Chi sei? — gli chiese il pastore aprendogli la porta — Donde vieni? Che vuoi?».

«Sono un viandante povero come la povertà: vengo da strade cosi lontane che di esse più non ricordo il principio. Voglio cibo e riposo».

L’uomo lo accolse e lo rifocillò; sua moglie preparò per l’ospite un comodo giaciglio presso il fuoco acceso. Tuttavia, poiché essi dovevano assentarsi per la messa di mezzanotte, la donna azzardò a bassa voce: «Dobbiamo fidarci a lasciarlo solo? È uno straniero …».

L’uomo si mise a ridere: «Che vuoi che ci rubi? La nostra povertà? E poi — aggiunse gravemente — onorando un poverello si onora nostro Signore Gesù Cristo».

Prima che essi uscissero, il misterioso pellegrino profferì parole che, pur senza comprenderle, riempirono gli sposi di letizia: «Pastore — disse — come i tuoi antichi fratelli di Betlemme tu hai reso, questa sera, degno omaggio e adorazione al Bambino Gesù, Ti prometto perciò che la povertà ti sarà rubata, e che domani avrai il tuo dono di Natale».

All’indomani il misterioso ospite, che era poi l’Angelo del Signore, era scomparso e la cassapanca aperta appariva colma di un prodigioso tesoro d’oro e di gemme. Il pastore era stato misericordioso ed il Natale gli aveva recato il suo dono: la povertà s’involò per sempre dalla loro casa e i due sposi vissero a lungo in pace, beneficando. La leggenda è semplice come una pastorale, ma non è forse adombrato, nel tesoro d’oro e di gemme, il significato dei doni di grazia che Dio largisce quaggiù, e del premio che concede nell’altra Vita a coloro che furono pietosi con i suoi poverelli?

Buon Natale

Buon Natale
Buon Natale – photo credit

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